martedì 18 novembre 2014

#Finoaquando?


Riceviamo da ADI Pavia e pubblichiamo:
 
Con il DDL di stabilità, il Governo Renzi intende promuovere meccanismi di finanziamento profondamente discriminatori, con gravi conseguenze di disarticolazione del sistema nazionale dell’Università e della Ricerca. Allo stesso modo, quella che viene presentata come un provvedimento per la ripresa del reclutamento dei giovani ricercatori è in realtà creazione di nuovo precariato, pagato con nuove rinunce sul versante delle garanzie di stabilizzazione.
Il recupero del 100% dei punti organico dei ricercatori a tempo determinato di tipo "A" cessati nell'anno precedente, è una soluzione fittizia al problema dei bassi livelli di reclutamento e costituisce un palliativo pericoloso: soluzione fittizia, perché i primi contingenti di RTDa quantitativamente significativi termineranno il loro percorso solo nel 2016-17 (tra il 2011 e il 2014 la progressione annuale degli ingressi è stata 133, 975, 812, 520), e l'effetto sarà differito; palliativo pericoloso, perché avrà un impatto disomogeneo sulle diverse realtà accademiche regionali; il governo finge di ignorare che nel 2013 le 3 regioni che hanno reclutato più RTDa detenevano da sole il 50% dei posti a bando, a fronte di moltissime altre che non hanno potuto farlo.
L'estensione all'RTDa del vincolo di collegamento tra l'assunzione dei professori ordinari e il reclutamento degli RTDb, è un incentivo alle Università a orientarsi verso la figura dell'RTDa, meno garantita perché sprovvista della tenure-track. Questa misura intaccherà ulteriormente le possibilità di accesso al ruolo per i giovani ricercatori a tempo determinato, aumentando ancora il livello precariato nelle fasce più deboli della ricerca accademica.
È evidente l'obiettvo di queste politiche: smantellare il sistema accademico nazionale mantenendo solo pochi nuclei autoproclamatasi di eccellenza; mettere sotto scacco la libertà della ricerca, creando un esercito di riserva di ricercatori precari, disponibili e sostituibili in qualsiasi momento, a fronte di una ristretta minoranza di docenti che conserverà il ruolo.

martedì 28 ottobre 2014

Professore Assegnista

I fatti, crudamente esposti, sono questi: all'ultimo Senato accademico è stato soppresso il vincolo di incompatibilità degli incarichi di insegnamento con la contemporanea titolarità di assegni di ricerca.
Ovvero: gli assegnisti possono diventare professori a contratto.

L'abolizione del vincolo di incompatibilità è probabilmente una tra le prime richieste fatte dal neonato GAP agli allora Prorettori Torroni e Francioni. 

Ma perché il GAP faceva questa richiesta? 
Preparare le lezioni e fare esami sottrae molte ore al tempo che gli assegnisti dovrebbero -nel loro stesso interesse- dedicare alla ricerca. Tuttavia molti assegnisti fanno lezioni, su richiesta dei responsabili della ricerca. La nostra richiesta era di rendere ufficiale una situazione di fatto e riconoscere agli assegnisti i crediti realizzati.
Ricordo che in altre università agli assegnisti sono riconosciuti i crediti, e questa situazione di disparità implica un grosso svantaggio curriculare degli assegnisti pavesi, non in grado di dimostrare l'attività didattica svolta in gran segreto.

Quello che il GAP riuscì ad otterenere inizialmente era un compromesso paradossale: il dipartimento poteva "prendere atto", mettendolo a verbale (e quindi fornendo l'agognato Pezzo di Carta da allegare al curriculum), che le lezioni di un determinato modulo erano state svolte da un determinato assegnista su incarico del docente responsabile. I crediti andavano comunque al docente responsabile.

Da oggi gli assegnisti possono assumere incarichi ufficiali di insegnamento, nella forma di Docenza a Contratto, col vincolo che l'assegnista abbia un dottorato di ricerca e che non venga superato il limite di 30 ore annuali.

Naturalmente questa concessione arriva in un momento particolare, in concomitanza l’evoluzione del quadro normativo relativamente agli incarichi di insegnamento al personale in quiescenza. Evoluzione che, per usare un eufemismo, ha posto già nel 2014 alcune criticità che si è reso necessario risolvere in tempi rapidi.

L'emergenza ha reso necessaria l'adozione di misure straordinarie: il reclutamento nel ruolo di Docenti degli Assegnisti di Ricerca, anche per evitare che possano essere reclutati direttamente in altri Atenei, che già ammettono la loro partecipazione.

lunedì 31 marzo 2014

Postdocalypse: una soluzione inedita.

 

«Ethan Perlstein was a young, bright Ph.D. from Harvard. Then he hit the academic job market.»

Cosa fa un post doc quando è stremato dall'attesa di una posizione accademica? Cerca lavoro nell'industria; oppure, se ha il know-how tecnologico, apre una startup; oppure indugia ancora in Università.

Oppure? Ethan Perlstein sta sperimentando una soluzione originalissima: aprire un proprio laboratorio di ricerca indipendente, diventare un "indie scientist". Ha scelto un suo ambito le malattie rare, ritenuto sufficientemente allettante per gli investitori, ma al contempo in grado di soddisfare la sua passione per la ricerca di base; ha affittato un locale e ha cominciato a cercare investitori, anche microinvestitori. Come? Coi social network e il crowdfounding.

Tutta la storia. 

giovedì 20 marzo 2014

E' primavera, svegliatevi precari!!!!

Anche quest'anno è arrivata la primavera, con il suo carico di ore di luce, speranze ben riposte, nuovi propositi, e tanta voglia di fare. Dopo il lungo letargo invernale, sbucano i post doc: impegnati a scrivere grant e a accumulare prelimary data in attesa di nuove pubblicazioni e abilitazioni.

Primo obiettivo di questa primavera è farci conoscere dalla nuova governance di Ateneo.
deadline:15 aprile 2014
Fateci sapere se siete interessati a partecipare e se avete richieste/suggerimenti/consigli. Redigeremo un question time ad hoc da sottoporre ai Prorettori.
Grazie a tutti per la collaborazione

martedì 21 gennaio 2014

Bandi FIRB: lettera aperta al Ministro Carrozza

«Non si può infatti dimenticare che esiste un'intera generazione di ricercatori italiani, nati negli anni '70, che hanno avuto poche possibilità di ingresso nel sistema pur avendo dato ottima prova di sé. Anche avendo preso l'abilitazione pochissimi potranno avere qualche possibilità reale di entrare come associati, poiché come Lei ben sa il sistema è costruito per favorire le promozioni, ci sembra dunque che il prossimo bando Firb costituisca l'ultima spiaggia per un'intera generazione. Dunque nell'interesse del sistema e del paese riteniamo che sarebbe doveroso e opportuno tenere conto della realtà in cui ci troviamo e non buttare a mare un capitale di competenze e capacità come quello accumulato dai precari che hanno conseguito il PhD da più di 6 anni.»

giovedì 19 dicembre 2013

Merry Christmas and Happy New ( Temporary ) Year



"Precari" auguri di Buon Natale e Anno Nuovo
a tutti i colleghi più o meno "determinati"
sperando che queste feste siano serene e tranquille, e che il nuovo anno porti notizie positive su più versanti

(teniamo acceso il camino della speranza - data la tenacia la nostra non è una fiammella)

martedì 26 novembre 2013

Petizione contro il blocco del turn over

«Il blocco del turn over negli Enti Pubblici di Ricerca al 50% per il 2014 aggrava il blocco dell'80% degli ultimi due anni, e un blocco quasi totale delle assunzioni nel quinquennio precedente. Il risultato è che si sta creando un gap generazionale nella trasmissione della conoscenza (perdita di know-how), e da 7 anni l'Italia sta procurando gratis ad altri Paesi, con cui è in competizione economica, giovani ricercatori che contribuiscono al loro PIL, mentre il nostro PIL continua a calare.»

Firmiamo la petizione contro il blocco del turn over previsto dalla "legge di stabilità", qui: